Passo dopo Passo












di
AGHNI

"Il Bollettino per noi vuole rappresentare
il taccuino di ricerca del nostro animo che marcia
verso
l’amata di sempre: l’Anima."

 

ESTRATTI DA "PASSO DOPO PASSO" 1991 di AGHNI    


2 gennaio 1991

"… Questi nuovi stati che andiamo ad attraversare danno l’impressione di essere costretti a vivere senza ‘sentirsi’, in un ‘non rapporto’ con il ‘se stessi’ di superficie. Occorre sviluppare la capacità nella propria coscienza di contattare le cose e gli eventi in un modo più sottile, per viverli nella loro relatività e per ciò che realmente sono e significano. [...]"


7 gennaio 1991

"... Si delinea qualcosa di diverso dagli stati chiamati di ‘emersione subliminale’ vissuti nelle ultime due settimane… E’ una pressione interiore la cui direzione è ancora indefinita, ma che sembra vada a costruire nella nostra interiorità una ‘solidità’.. che prima o poi fiorirà anche esteriormente."

"... Questa spinta è molto pressante e non lascerà tregua finché non avrà compiuto il suo lavoro."

"Le parti interiori tendono a rimanere fisse ed immutate, e questo può essere senz’altro il motivo per cui non ci vengono più concesse esperienze interiori che ci devierebbero dallo scopo impedendoci di evolvere più rapidamente e globalmente."

"Qui si cerca il Supremo Sé e tutto il resto viene automaticamente assecondato per fare emergere la Trascendenza che siamo… a cui occorre sottomettere le parti interiori che ci costituiscono."

"… Più ci si pensa nel vecchio modo di considerazione di sé e più ci si ricorda dell’io, e maggiormente ci si dimentica del Sé, di ciò che è Essenza in noi: se lo si vuole fare nascere qui, bisogna smetterla di pensare e soprattutto di pensarsi."


3 marzo 1991

"… Guardando gli stati di emersione vissuti negli ultimi mesi attraverso una visione di ‘conoscenza in divenire’, anziché in singoli flash isolati, essi sembrano un ‘non divenire’, un ‘non essere’, una morte… Ma questo non deve significare non esistere bensì esistere in maniera diversa. Questi stati, nuovi per il nostro io cosciente di superficie, ci spogliano completamente dal nostro fare, pensare, sentire, ci spogliano dall’esteriorità spersonalizzandoci."

"… Bisogna arrivare a non provare più niente per il vecchio sistema, a non avere più tutto ciò che prima era la base di riferimento sensoriale (cioè il piacere)… E questo è il terreno in cui ci si può liberare dal vecchio e fare uscire il nuovo… L’Essere si può solo produrre divenendolo, si può solo svelare se lo si libera da ciò che lo vela."

"… Questi grigiori, questi niente, queste apatie… sono in un certo senso degli stati di riposo rispetto alla routine del quotidiano che ci avvinghia e costringe ad essere in un solo modo."

"… Occorre spingersi in una direzione sempre più ascendente che si contrapponga a questa dipendenza dal basso…"

"… Il giro di boa è stato fatto nel mese di gennaio… Adesso si tratta di sacche di resistenza… Ormai è una commedia che può cessare perfettamente."

 

11 giugno 1991

"… Ci rendiamo conto di essere abitualmente immersi in questo stato di ‘non io’ o ‘non essere’… Lo ritroviamo dietro tutte le attività di superficie: dietro il pensare, dietro le emozioni, i sentimenti… Quanto più i moti di superficie vengono neutralizzati, tanto più questa condizione di indefinito emerge: è una spersonalizzazione."

"… Ora ci troviamo di fronte anche al ‘non essere’ nei piani della vita, del vitale fisico, del fisico vitale in cui esso assume l’aspetto di ‘occhi persi’, di un ‘trascinarsi’, di fiacca (che non è fiacca psicologica presente quando per esempio il desiderio viene soddisfatto)."

"Si è come zombie… Ci si sente demotivati con l’animo che non trova entusiasmo in niente."

"… Non si tratta di contrapporsi con l’energia di qualche parte esteriore dell’essere (ambizione, desiderio, ideale…) o di qualche altra parte interiore (sentimento, emozione…): è tutto l’Essere di vita che deve oltrepassare questo stato ‘indefinito’ privo di desiderio e di ambizione… Attraverso questo ‘non essere’, questo ‘non sentirsi’, ‘non ritrovarsi’ deve ora condensarsi un, per noi nuovo, ‘io’; un io sostanziale, più esattamente un sé."

"… Non è facile… Qui siamo ai confini della ricerca umana… Non c’è da sperare in un miracolo, bisogna pazientemente costruirsi, o lasciarsi costruire, accettare la triturazione che comporta il vivere così, lasciarsi spogliare da tutti i soliti pensieri, le solite emozioni, i soliti desideri, ecc. …"

 

4 settembre 1991

"… Si è arrivati ad un livello comune di estrema sensibilizzazione della nostra sostanza nervosa dove le percezioni si fanno sempre più sottili e vaste, a tal punto che ciò che prima poteva passare inosservato ora viene inevitabilmente osservato e spesso urtato… La mente emotiva tende a soccombere sotto il peso della sostanza nervosa, dell’io nervoso che, spesso violentemente, si oppone e si irrigidisce di fronte al processo dell’allargamento."

"… Dovrebbe essere impedito all’io emotivo nervoso di rispondere alla natura di superficie con la desolazione o lo sconforto. Occorre allargamento e padronanza… Occorre rendersi coscienti di cosa sia utile o inutile per l’essere fisico ed educarsi ad una neutralità d’animo perfetta."

 

26 dicembre 1991

In questa notte di Natale
un ciclo si è compiuto.
La Coscienza superficiale
ritrova se stessa in un ‘più profondo’
e si crea un Ponte su cui tessere un collegamento
sempre più vasto ed organizzato fra le due sponde:
Superficiale e Profondo.

Ringraziamo
Mère
per ogni cosa.

AGHNI



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