Passo dopo Passo












di
AGHNI

"Il Bollettino per noi vuole rappresentare
il taccuino di ricerca del nostro animo che marcia
verso
l’amata di sempre: l’Anima."

 

ESTRATTI DA "PASSO DOPO PASSO" 1993 di AGHNI    


4 gennaio 1993

Quando si arriva ad essere stanchi di se stessi, allora si è al punto giusto per cambiare…

… Ci sono alti e bassi che appartengono all’animo: occorre divenire equanimi… I malesseri servono esclusivamente per mostrarci cosa dovremmo fare.

…Attualmente il nostro animo è dominato dal rapporto vita-morte… Occorre vivere la Vera vita contemporaneamente a questa che è la morte.

 

25 gennaio 1993

… È importante essere chiari nella propria atmosfera… È importante attivare il potere testimone del Purusha… Ogni volta però la natura rinnova il suo ‘andamento’ e tutto torna da capo… e il Purusha, che poteva aiutare, viene così di nuovo coperto, obliato.

… Per potere cogliere l’atmosfera d’insieme bisogna stare nel proprio intimo. Nella mente, nel ragionamento si può cogliere solo la superficie delle cose e la conoscenza si ha solamente per contatto indiretto. Nell’intimo c’è una conoscenza più diretta: l’intima verità d’azione, di sentimento, di senso, di forza, di pensiero, di visione.

 

27 marzo 1993

… Quando c’è una ricerca cosciente c’è un ‘qualcosa’ che è simile a se stesso dietro questa superficie, che esprime una nota particolare in ogni parte dell’essere…

… Alla fine l’animo (l’intimo) diviene la nostra atmosfera abituale, la nostra sede e casa, la sostanza stessa che ci costituisce…

 

3 giugno 1993

… Quello che si vive ultimamente è una specie di ‘stato di limbo’… Non ci si chiede più "chi sono" o "sono vivo o sono morto"; pare non esserci più la sensazione solita esteriore … È un nuovo modo di vivere la vita, che per ora pare semplicemente assurdo.

Bisognerebbe rimanere quieti ed attendere…

Il passato si solleva spesso, ma è il futuro l’unica ancora di salvezza. Spingiamoci arditamente in quella direzione!

… Ognuno di noi è soggetto a diversi interscambi con l’ambiente… Occorrerebbe ritrovarsi dietro questi movimenti di energie ed entrare nella coscienza interiore. È l’intimo che dovrebbe governare le energie di superficie.

 

7 settembre 1993

La ‘chiusura’ che viviamo è un processo proprio dell’individualizzazione della coscienza.

Non ci ritroviamo ‘chiusi’ perché le circostanze e gli eventi ci chiudono, bensì perché non riusciamo a rimanere aperti e la nostra risposta è ‘fiacca’ se non addirittura assente… Quando si va oltre l’anima di desiderio, il piacere cercato ad ogni costo, quando la volontà viene a mancare… si va a finire in un ‘niente’, in un ‘vuoto’ che all’inizio disorientano l’animo… A tutto questo può aggiungersi una sofferenza fisica più o meno grande (malattia)… Viviamo così una frizione di cui non ci si accorge quando si è immersi nell’azione di superficie e l’attenzione viene dispersa nei sensi e nell’azione… Ci si rende conto di non essere mai stati veramente coscienti… Ora invece si comincia a prendere coscienza di molti piani interiori, subliminali e subcoscienti… L’attuale chiusura quindi ci obbliga ad una introspezione sostenuta che porterà presto i suoi frutti in termini di conoscenza vera.

… Non si comunica più con gli altri, ma soprattutto ci si sente divisi dentro… perché non c’è più il ‘se stessi esteriore di prima; occorre rifarsi ad un Sé più profondo… Nell’individualizzazione qualcosa si ‘densifica’ fino a creare una propria diversa natura.

… Ci rendiamo conto che non siamo mai stati aperti, che la vita non è mai fiorita in noi e che noi non siamo mai esistiti per davvero… Chi resiste via via si individualizza ed inizia ad esistere… Provando ad esistere in questo apparente ‘vuoto’ e ‘niente’ ci si accorge che un’autoesistenza emerge sempre più…

… Senza la traversata di questo vuoto non può ‘venire fuori’ nulla di veramente nuovo (spirituale).

… Mai come ora cade la volontà, il desiderio, l’azione… tutto si evidenzia in una specie di visione, di ‘materializzazione’ diversa, nuova… e qualche cosa di più reale con la ‘R’ maiuscola diventa concreto.

… Non è la superficie che cade… è la nostra coscienza interiore che emerge e si espande ridando senso a ciò che lo aveva perso…

… Questo tipo di chiusura risulta essere un gradino nella scala dell’evoluzione della coscienza, un passaggio, una necessità che da un lato spoglia da tante ‘balle’, dalle proprie volontà, dai propri schemi, pregiudizi… e nello stesso tempo individualizza un qualcosa di più reale nell’individuo che lo fa davvero essere un qualcuno invece che un qualcosa.

… È una ‘chiusura’ vitale-fisico-nervosa… c’è una discesa della coscienza dal plesso mesenterico verso le gambe, verso una mente strettamente fisica…

… Sentiremo queste maglie sempre più strette, questa soffocazione aumentare, sentiremo il bisogno di respirare dentro questa chiusura e di sopravvivere, mentre prima si era incoscienti della volontà di esistere, si viveva e basta. Invece c’è una volontà di Esistere, qualcosa di sovramentale che vuole essere "non si sa come né perché" (riprendendo i versi di Savitri)…

… La sostanza fisico vitale o nervosa si sta adattando alla pressione della ‘chiusura’ in atto. Prima o poi le maglie che ci attanagliano cederanno e proveremo una distensione mai provata, un silenzio mai sentito, fresco e solido, un qualcosa che si allarga ed immobilizza…

… Questa chiusura o ‘non-comunicazione’ è una preparazione per un allargamento ulteriore che porterà ad una padronanza maggiore dei propri stati inferiori; ci fornirà la capacità di contenere ed esistere, anche al di fuori dello stesso corpo, perché queste dimensioni non sono fisiche, ma extra fisiche.

… Attualmente, per il nostro livello cosciente di superficie, la Forza (noi crediamo nel lavoro di una forza discendente di Sri Aurobindo e della Madre) è arrivata sotto il plesso mesenterico e preme sempre più sulle regioni fisiche o materiali.

AGHNI



ESTRATTI DI "PASSO DOPO PASSO"    
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