Passo dopo Passo












di
AGHNI

"Il Bollettino per noi vuole rappresentare
il taccuino di ricerca del nostro animo che marcia
verso
l’amata di sempre: l’Anima."

 

ESTRATTI DA "PASSO DOPO PASSO" 1994 di AGHNI    


21 febbraio 1994

… Occorre congiungere la ‘cosa’ che cerchiamo con la dimensione in cui viviamo… Occorre mettere in moto una specie di ‘calamita’ che sia selettiva ed attiri solamente ciò che abbiamo chiamato… perché quando ci si mette in una condizione di ricettività, si crea in noi un certo vuoto dove tutto può entrare e riempire…

… Occorre distinguere quali sono le parti dell’essere che rifiutano di aprirsi e spendere tempo per renderle sempre più ricettive… Unità ed integrità…

… Oggi si è verificata una sovrapposizione di un mondo parallelo rispetto alla coscienza fisica… Una sospensione, un niente… ma non quel niente-vuoto che si provava una volta, bensì un niente pieno, dove non c’è né tempo né spazio… finalmente un niente positivo…

… Per la percezione della mente interiore questo è segnale d’equanimità.

 

2 maggio 1994

… La percezione che si vive sempre di più è quella di cogliere lo spazio che ci circonda sempre più piccolo… Non corrisponde a qualcosa di fisico, misurabile all’esterno… ma è una percezione talmente concreta da essere quasi una sensazione…

… Ultimamente noi percepiamo il tempo in maniera diversa… un tempo dilatato. Si vivono momenti in cui i secondi risultano - a livello di percezione - molto più lunghi… Questo avviene nella misura in cui si vive negli stati di vuoto, di niente, di nulla. Tempo e spazio sono due grandezze che bisogna incominciare a vivere ‘dentro’, nella coscienza; non sono qualcosa di astratto, sono una ‘realtà’, tanto più viva quanto più questi valori assumono il loro significato profondo…

 

10 giugno 1994

... In quest’ultimo periodo l’animo è affaticato e si rifiuta di lottare … ne ha abbastanza dello sforzo della volontà… cerca riposo, tranquillità, quiete più di ogni altra cosa… Più che uno scoraggiamento abbiamo uno smarrimento, un disorientamento… Deve emergere una consapevolezza nuova per superare la resistenza che oppone la mente fisica che cerca nell’inerzia e nel tamas il rilassamento ed il riposo.

... Le sensazioni di superficie vengono annullate ... non si ha più il contatto con la realtà fisica e sembra di galleggiare nel vuoto, in un’atmosfera più o meno nebbiosa ... senza riferimenti precisi ... Siamo come in una ‘terra di nessuno’, un mondo intermedio dove anche l’io sfuma e svapora.

A mano a mano che le cose si condensano e lo spirito si eleva nell’animo, ci accorgiamo del nascere di un’accettazione incondizionata, di un dono di noi stessi verso ciò che chiamiamo l’Opera ... Tutto il vuoto si riempie col Dono. Si offre se stessi, la propria volontà, il proprio pensiero, le proprie emozioni ... ma occorre che nasca nell’animo il dono della propria vita ... Un dono che deve essere reso consapevole, cosciente ... ma come può esserlo, se questa parte dell’essere fisico vitale è indistinta e non può fare altro che cogliere fatica, sofferenza, isolamento e separazione? …

… In questa fase di transizione ci si sente ‘fuori’, ‘spallinati’…

Nell’io fisico vitale, quando c’è un contatto interiore, ci ritroviamo nuovamente uniti, all’unisono con ciò che è il mondo. V’è una sorta di sostegno più o meno luminoso che fa sì che non ci si senta più ‘fuori’, ma completamente ‘dentro’ ... senza nessun tipo di dubbio né di ricerca di fuga ...

Forse è un accenno sopramentale dove l’unità comincia ad apparire come elemento predominante… e con essa la Gioia. ... Qualcosa che sorride, che vince il dramma, che vince tutto ciò che è prova, dolore, sofferenza, separazione, vuoto ... Questa Realtà con la R maiuscola lentamente emerge, non chiede nulla, brilla di per sé, è autoesistente ...

... Se per vita cominciassimo ad intendere solo ciò che batte, ciò che respira, ciò che è da sempre ... non il ‘fare’, l’azione ...

Oggi questa esigenza diviene bisogno d’essere …

… Donarsi… non v’è altra soluzione che l’accettazione totale, incondizionata del mondo ... Per potere esistere occorre divenire questo ‘universale’, perché solamente così si può, attraverso se stessi, cambiare la legge universale che a tutt’oggi impera: separazione, morte, lotta, dolore, sofferenza ... attaccandosi fortemente al vero senso dell’Esistenza che non può che essere Vita, Forza, Coscienza… e Ananda …

... Il processo che si vive serve per ridestare la sostanza ... un contatto diretto con la propria sostanza ... è lei che detiene il segreto dei segreti… Bisogna solo reggere la transizione… distendersi e risollevarsi… e piano piano emerge la consapevolezza del processo ...

Non vi sono due, tre, cento strade, v’è sempre solo un processo che è l’evoluzione del corpo e con esso l’evoluzione dello Spirito.

AGHNI



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