Passo dopo Passo












di
AGHNI

"Il Bollettino per noi vuole rappresentare
il taccuino di ricerca del nostro animo che marcia
verso
l’amata di sempre: l’Anima."

 

ESTRATTI DA "PASSO DOPO PASSO" 1995 di AGHNI    


7 maggio 1995

… Se vedete chiara la distanza che c’è fra l’anima e la superficie delle cose e se scacciate l’idea che qualcuno vi possa aiutare od ascoltare e faceste conto solo su voi stessi e sul rapporto che avete con il mondo, allora trovereste il segreto…

… Lo coglierete solo se lo vivrete: sono proprio i gradini intermedi che si dimenticano e che invece hanno pieni diritti nella manifestazione, al pari della Supermente: il vitale-fisico, il fisico-vitale, la mente fisica, fisica-mentale… tutti piani o elementi divini e tutti partecipanti alla manifestazione in egual diritto e modo. Perché ignorarli? Perché non prevedere la realizzazione piena, onnicomprensiva che siamo chiamati a compiere seguendo il pensiero Aurobindiano?

… Puntiamo alla Trascendenza, conosciamo la coscienza di superficie, ma nella zona intermedia nessuno vuole soffermarsi e ‘metterci mano’…

 

3 agosto 1995

… Si è venuta a creare una netta separazione fra il profondo e l’interiore: due dimensioni che pur confinando fra loro hanno dinamismi e leggi molto diverse. Il Profondo dell’animo coglie sempre più l’irrealtà, la non consistenza, la falsità distorta di tutto ciò che gli sta sopra, in superficie; aspira quindi all’Anima, al Vero, al Puro, al Divino, al Supremo.

L’interiore è preda di conflitti sempre più laceranti. Più potenze lo attraversano: dall’alto il Sopramentale, dal dietro il Subliminale e l’Animico, dal sotto il Subcosciente ed il Nesciente, dal davanti l’Universale.

L’animo interiore vive quotidianamente, ora per ora, un conflitto, un caos, un’anarchia quasi totale; e, a seconda di chi predomina e tinge l’interiore, noi possiamo oggettivare diversi stati sentimentali o emotivi, quali la paura, il torpore, l’apatia, l’atonia, ecc. …

Eppure, se sappiamo stare silenziosi, neutri e passivi - ma desti in coscienza - non è difficile centrare il problema: da un lato c’è l’ego, dall’altro c’è l’anima di desiderio. Sono questi i due "guardiani" che impediscono alla Coscienza profonda di raggiungere la superficie del nostro essere e così apportare la Luce e il vero Potere. L’ego non è mai conosciuto abbastanza. Crediamo di conoscerlo, ma ecco che ce lo ritroviamo più centralmente e profondamente di quanto avessimo pensato. L’idea-ego nacque non come idea di separazione, ma come idea di gioia multipla. Fra le molteplici possibilità, solo una parte produsse la ‘caduta’ e l’oblio di sé. Chi vive profondamente in sé il lacero, il Bisogno d’Unità deve sapere che non v’è mai stata costrizione o imposizione da parte di nessuno. L’oblio, naturalmente, ci ha tolto il ricordo di questa libertà perduta. ... Ma il ricordarsi ci farebbe comprendere come l’ego serve più o meno come l’impalcatura di una casa, indispensabile fino ad un certo punto della sua costruzione.

Anche il desiderio non è conosciuto a dovere. Da dove nasce?

(Aghni legge un estratto dalla "Sintesi dello Yoga" di Sri Aurobindo):

Quando il Prana vitale o Energia di vita entra nelle forme, lo fa per tre motivi principali: 1) azione e movimento della forma stessa; 2) tensione per raggiungere, assorbire, assimilare ciò che è situato esteriormente all’individuo, grazie all’involucro nervoso-sensoriale; 3) per soddisfazione o insoddisfazione di ciò che afferra o di ciò che vi si riversa dall’universale.

Il Prana, nel suo involvere, si riduce ad un ‘sentire’ piacevole o spiacevole; ad una mente che è ad un tempo movente dei nostri atti di superficie, leva dei nostri cosiddetti ‘doveri’ e flagello della nostra esistenza. Questo perché il prana, in noi, sostiene non solamente l’azione del corpo, ma anche quella della mente sensibile (sensoriale), emotiva, pensante. Ecco l’impurità che ciò apporta: la sua legge di soddisfazione o disgusto viene mescolata all’attività della mente interiore che, se non fosse così investita e ‘sporcata’, funzionerebbe diversamente, e cioè: a) la mente sensoriale rimarrebbe aperta e neutra di fronte all’ambiente, ai contatti con la vita e trasmetterebbe alle funzioni superiori solo il rasa delle cose; b) la mente emotiva registrerebbe queste sensazioni in modo neutro e luminoso e trasmetterebbe il tutto o alla mente pensante di sopra per scopi di Conoscenza, o allo Psichico dietro, per ragioni d’Azione; c) la mente pensante coglierebbe poi il tutto, osservando, comprendendo, giudicando imparzialmente alla luce di una Verità più alta, proveniente dal Sovramentale o dal Cuore profondo.

Con l’intervento, invece, di questo Prana psichico o mente di desiderio abbiamo: a) mente sensoriale = attrazione, repulsione, piacere, sofferenza, accettazione, rifiuto, soddisfazione ed insoddisfazione; b) mente emotiva = gioia, dolore, amore, odio, collera, paura, lotta, aspirazione, disgusto, simpatia, antipatia, indifferenza, contentezza, malcontento, speranza, disillusione, ecc.; c) mente pensante = conflitti fra sensazioni ed emozioni, preferenze, preconcetti, caparbietà, testardaggine, ecc.

Tutto ciò è meccanico, naturale, al di fuori dalla portata dell’intervento umano comune. Superarlo non è questione di volontà, bensì di conoscenza. Occorre disidentificarsi non solo dal corpo di superficie, ma soprattutto dal prana o energia di vita e ritrovarci insieme nel Prana-Psichico-Animico Profondo e Alto insieme. Solo il Purusha mentale può compiere questo passaggio e dare alla nostra coscienza di superficie la consapevolezza dell’intero processo… […]

 

11 ottobre 1995

… C’è stato, da ieri mattina fino ad oggi, una specie di ‘cambiamento d’atmosfera’ notevole, al punto da presentarsi, alla coscienza di veglia, come qualcosa di 'nuovo'; e questo ‘nuovo’ si poteva cogliere in una sorta di luminosità, di chiarezza … nell’atmosfera, a tal punto che la sostanza (in questo caso la percezione è proprio nella sostanza; non è una questione di ‘sentirsi’ più o meno bene, con tanta calma, ecc.)… nella mia sostanza ho percepito questa sorta di distensione, questa cosiddetta Pace; ma più che Pace era una "Luminosità in azione"; c’era una sorta di Luce nell’atmosfera e la sostanza la avvertiva; la sentiva con questa sorta di distensione… come se fosse colpita, toccata, appunto, da questa vibrazione molto tranquilla, molto chiara. … Difficile col tatto definire ‘chiara’: se qualcuno vi fa una carezza, per es., potreste definirla ‘dolce’, ‘intensa’, ecc.; ma qui dovete dire ‘chiara’… E parlo di tatto perché la sostanza percepisce col tatto…

… Vedremo se questo stato coincide con una sorta di apertura non specificamente mia o nostra, ma generale …


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