Passo dopo Passo












di
AGHNI

"Il Bollettino per noi vuole rappresentare
il taccuino di ricerca del nostro animo che marcia
verso
l’amata di sempre: l’Anima."

 

ESTRATTI DA "PASSO DOPO PASSO" 2001 di AGHNI    


1 gennaio 2001

… ... Nella coscienza fisica diventa una questione di atteggiamento… e a questo livello occorre sperimentare di prima persona. Occorre accettare la spersonalizzazione e la disidentificazione totale; molti hanno difficoltà ad accettare questa sorta di ‘sparpagliamento’, di ‘dilatazione frammentata’. C’è un’ulteriore fase di ‘condensazione’ della coscienza fisica sottile che vi fa chiaramente percepire l’io fisico o Vero sé fisico… Come si fa a rimanere condensati in una coscienza individuale che si dilata? Se realizzaste il vostro io fisico, trovereste questa capacità, perché esso sa essere se stesso nonostante la dilatazione.

 

15 febbraio 2001

… … Quando si solleva la coscienza fisica ci si ritrova devastati. Abbiamo bisogno di ricevere la luce dall’Alto, ma spesso quando ci viene data abbiamo paura e rimaniamo chiusi in noi stessi. […]

… Nel passaggio verso la coscienza fisica si diviene porosi e si cominciano a sentire sottilmente le cose. Vivendo nella coscienza fisica più materiale le cose entrano di petto e fanno male. Ogni impatto vibra dentro e vi lascia un pezzo della cosa che vi ha urtato. In un primo momento serve l’essere corazzati, ma poi si può smettere di difendersi.

… Ogni impatto esteriore è come veleno, è caustico. Dobbiamo imparare ad ammorbidire queste cose, a digerirle. Quando si entra nella coscienza fisica più materiale si arriva ad avere la necessità di essere distesi e immobili. Si impara ad assorbire i veleni.

 

19 marzo 2001

… Nulla ci dà più niente…
    A volte guardi un prato fiorito e non ti dice nulla… "La piccola vita", come la chiama Sri Aurobindo, non ci dice più nulla.

 

27 marzo 2001

… Scendendo nel piano materiale tutti i vari oblò (cioè le diverse visioni di ogni piano e di ognuno) si sono chiusi.
    Ma è sbagliato dire che li ritroveremo… Questo "Nuovo" verso cui si protende non è il famoso "vecchio" (le antiche visioni e rivelazioni) riscoperto; non è "l’uomo del Paradiso", è qualcosa di più: è il Cielo e la Terra insieme.

 

28 marzo 2001

… Bisogna riuscire a stare lì e ritrovarsi nel bel mezzo dei qualunquismi… Restare nella coscienza fisica non è poi così facile: i nervi friggono, si vivono il vuoto, il nulla ed il niente… Non c’è che sconforto, durezza, freddezza… i più scappano. Eppure bisogna arrivare oltre: il passaggio è questo.

 

5 aprile 2001

… In questa coscienza materiale bisogna arrivare a non esistere più per se stessi, a non sapere più niente di niente. Quando ci si sente ‘cotti’ e non si sa più niente di niente… e non viene più da dire niente, da chiedere niente… significa che si è prossimi ad una svolta.

 

8 aprile 2001

… L’incosciente diventa l’avversario quando viene in primo piano la coscienza materiale.

… […] Quando siamo imbambiti, suggestionabili, persi, nervosi, ecc. si tratta di coscienza fisica che viene in primo piano e si avverte un grande tamas, una inerzia, ecc.
    Nella coscienza fisica materiale non si avvertono il tamas e l’inerzia, pur essendoci: è un qualcosa di molto schiacciante come impressione… e non c’è spazio per muoversi. Si è sbigottiti e schiacciati su un fondo duro e nero. Occorre essere immobili e soprattutto, in animo, desti. […] Non è una questione di scrollarsi di dosso una grande fiacca ed una grande impotenza, è molto di più: non si sente niente, non si prova niente, non si è niente. Siamo nell’inesistente, nel non essere.

… Il problema si risolve illuminando l’incosciente.

… Tutti gli stati di sofferenza, i pianti, i rammarici, le ansie, ecc., sono già più su, nella coscienza fisica.
    Nell’incosciente invece… A volte alcuni stanno così male e dico loro: "Non sei mai stato così vero! Non dici niente, non sei niente, ma sento che ci sei, che fortuna!" Non si è niente in superficie, non si fa niente in superficie, eppure dentro si è, eccome! Il problema è che tante volte si è disorientati e confusi perché non si capisce da dove se ne esce. Bisogna lasciarsi sprofondare in questa sorta di abissi e attendere che il nostro appello porti i suoi frutti. Se la Forza scende, comincia l’illuminazione, il sostegno e la presenza… Una presenza che comincia ad accendersi, perché non è solo qualcosa che scende, è già lì, si accende da lì; sparisce l’oscurità e fa posto alla luce – una luce coperta, non era assente del tutto. Una conoscenza che era coperta si desta e ci prende per mano.

 

19 agosto 2001

… È la mente sensoriale che ha bisogno di un senso e di un motivo. Ci sono anni ed anni di vita inconscia basata su un apparente niente. Ma una volta che si verifica lo svuotamento, la spersonalizzazione frontale, la Luce può riempire il Vuoto o il Niente.
    Se la mente non trova niente e le affiora un risentimento di fondo, una desolazione, un grigiore, ecc., non temete: più affiora il fondo, più l’Alto è chiamato ad illuminare, confortare, sostenere, guidare, ecc.

… Occorre sgomberare questa massa di grigiore scontento. Non solo si deve arrivare a non sentire più niente, ma a non sentirsi più come persone separate… È una pena che non è vostra, un rammarico che non è vostro… Bisogna avere la forza di attraversare. Qualcosa dietro sorride. E questo va a finire nella ‘ciccia’, nel corpo […] Il fisico si ridesta al suo bisogno primevo che è esprimere la sostanza dell’Essere cosciente. […]

AGHNI


ESTRATTI DI "PASSO DOPO PASSO"    
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