Passo dopo Passo












di
AGHNI

"Il Bollettino per noi vuole rappresentare
il taccuino di ricerca del nostro animo che marcia
verso
l’amata di sempre: l’Anima."

 

ESTRATTI DA "PASSO DOPO PASSO" 2003 di AGHNI    


7 gennaio 2003

… Nel corpo si viene per capire che cos’è la vita e la sua ragione d’essere. E solo quando hai scoperto la ragione d’essere della vita scopri che il corpo è il ricettacolo della Verità.

… E qui arriviamo a noi… con uno strano bisogno che sempre di più si manifesta con quella sorta di inquietudine nei nervi… perché si sente di più ciò che non abbiamo. Quando si comincia a sentire questa ‘mancanza’?. La mancanza dell’unità, la mancanza dell’armonia, la mancanza della verità…: è un bisogno al pari del bisogno di respirare. Allora si capisce che si sta risvegliano la coscienza fisica, che il corpo fisico comincia a prendere parte attiva nel processo dell’individualizzazione della coscienza. Lui, sepolto da emozioni, desideri, sentimenti, si ridesta al suo bisogno che altro non è che bisogno di unità, bisogno di amore, bisogno di conoscenza… bisogno di tutto. I nervi traducono questo con insofferenza, a volte grigiore, apatia… ma c’è un pungolo ed una mancanza nell’animo, sempre. Quando ne si diviene coscienti, cosa si può fare? Aumentare la possibilità di espressione del corpo, del suo bisogno. Fermarsi il più possibile, dargli spazio. In altri termini: desiderare meno, avere meno emozioni, darsi da fare per meno sentimenti… e lasciare che il corpo esprima lui, sempre più intensamente, il proprio bisogno di fondo che è un bisogno supremo e del Supremo (così ci testimonia Satprem). Il corpo è stato fatto perché Dio potesse abitarlo pienamente. È qui che lo si capisce. […] Da quando l’uomo ha la mente si è fatto domande, l’ha usata e ha dato mille e una risposte, ma mai la definitiva, perché la risposta che cercava nella mente era in verità nella vita, e la risposta che cercava nella vita in verità era nel corpo, nel fisico e nella materia. Alla fine l’ultimo bisogno emerge, viene sempre più fuori. […]

Perché l’animo viva sempre il bisogno del corpo occorre che il corpo venga spogliato. Le nostre ‘cotture’ – non volute da noi, imposteci dal processo evolutivo – giungono a fagiolo per fare emergere i bisogni del corpo, per fare emergere i bisogni dell’anima del corpo, del Purusha fisico; in una parola della vera sostanza dell’Essere. […]

… Questa spogliazione porta all’emersione di questa fame, di questa sete… che altro non è che l’espressione dell’aspirazione del corpo e della Materia affinché essa, liberata da tutte le sovrastrutture, possa contattare la Sostanza vera, la Materia vera, la Vita vera.

 

10 gennaio 2003

… Se date tempo e spazio al corpo, lui è l’unico che potrebbe sapere. Non scordiamolo. Non andiamo a cercare la Verità nella testa, nel cuore, nell’aldilà, in Dio, nel santo… Non andiamo a cercare le loro risposte: è il corpo che le ha. […]
    Esiste questa possibilità del corpo che sa. Se non lo lasciamo esprimere… Fate, fate! Ma occorre essere. […]
    Noi agiamo, sì, ma alla perenne ricerca di questo atteggiamento nuovo, diverso, spoglio. … Ma per essere spogli non devono più esserci regole: "devo fare, devo fare…!" Devo esistere, che è diverso. Da fare ce n’è sempre, basta aprire gli occhi al mattino… Vai a lavarti la faccia: ecco, hai già qualcosa da fare. "Questo sì, questo no…". Potere svincolarsi e liberarsi da questo, pur facendo… non è facile. […]

Il nuovo si crea da sé… perché ad un certo punto si sente che qualcosa non va… e si prova diversamente. […]

… Il corpo sa cosa serve da sempre. Occorre dare spazio al suo bisogno, che è un bisogno di unità. Lui porta la coscienza d’unità, la coscienza della totalità – se lo si libera. […] C’è una vibrazione di fondo che sorregge tutto il resto. […] Io non mi devo più credere né Giovanni, né Aghni, né la comunità… né niente: io mi sento non essere più nulla di tutto questo. mi sento però di essere "Qualcosa". Quel qualcosa non so nemmeno che cos’è, ma è ‘La Cosa’ con la ‘C’ maiuscola. Che cos’è ‘La Cosa’? Tutti noi. L’Anima, lo Spirito puro, La Madre, Sri Aurobindo, la Verità… chiamatela come volete.

Questo è già stato acquisito psicologicamente e vitalmente, qui. Quando ci decidiamo ad acquisirlo fisicamente? Per acquisirlo fisicamente dobbiamo liberare la coscienza fisica da ciò che è la psicologia fisica: tutto ciò che è preconcetto, idea, morale, etica, ecc. deve sparire, azzittirsi. È necessario spogliarsi. […]

… Non c’è niente da fare! È finito il tempo del fare e delle regole: occorre essere, e per essere occorre vivere, sentire e provare questi ‘fenomeni’ sostanziali. […]
    Non si può continuare nel vecchio modo… Non c’è più tempo. È questo che nasce: non c’è più tempo. La ‘altre cose’ le fanno già gli altri. Noi siamo chiamati a questa cosa, che urge e richiede una risposta. Si riesce ugualmente a portare avanti le attività: le cose vengono comunque fatte anche senza nemmeno sapere che cosa si è fatto, perché si è concentrati a fare scendere questa ‘Cosa’, perché divenga sempre di più, perché il fisico esprima quello per cui è stato fatto. Ci si volta indietro e si vede il lavoro quotidiano svolto egualmente. […]
    È solo in questa dimensione che capiamo che non c’è più tempo. Siamo lì. Il mondo è lì. Urge continuare il lavoro. […]

 

10 luglio 2003

… Nel periodo in corso Aghni accenna di tanto in tanto ad un particolare stato che sta vivendo e che viene a chiamare di "magnetizzazione" – riprendendo un termine che usa anche Satprem nei suoi "Carnets" e che pare essere il più adatto per ‘definire’ lo stato in questione:

[…] Questo è un periodo – soprattutto in quest’ultima settimana – in cui, appena ti fermi dall’attività esteriore, la Forza scende massiccia, come una specie di cascata... Prima si viveva una cappa alla testa e qualcosa s’infiltrava, andava giù come un rivolo di corrente. Ora invece è diverso: non hai la percezione di qualcosa che in qualche modo parte da sopra – probabilmente parte lo stesso da sopra e non ce ne accorgiamo perché siamo già abituati, la sostanza cerebrale è già abituata: la cosa entra e tu non te ne accorgi. Te ne accorgi solo quando si mette a fibrillare, a muoversi, ad agitarsi, in una sorta di ‘vibrazioncina’ che... sembra che ti diano la scossa a basso voltaggio. […] Questa sorta di pressione... non è una pressione... […] è qualcosa di diverso, qualcosa che sembra entrare e poi uscire... ed io avverto principalmente ciò che esce. … Allora, rispetto al processo di prima, c’è la Forza che scende e poi riempie qualcosa nel corpo e questo comincia a tracimare; l’effetto di tracimazione è simile ad una "magnetizzazio-ne"; si avverte come un campo magnetico vibrante. La mente sensoriale che non è abituata a questo processo sente questa sorta di fibrillazione che non è più nella testa, ma in tutto il corpo... […], la senti principalmente nella testa perché c’è questa sorta di imbambimento e malessere che ti prende anche alla gola, rendendotela secca… ti prende all’intestino e allo stomaco come una forma di leggera nausea… – in dialetto riassumeremmo tutto con la parola "spastamento" ("spastée")… è un po’ come quando si è convalescenti. … Sembra confusionale e disarmante solo da un punto di vista mentale, ma capisci bene, dentro, che è un processo, niente di patologico, anche se la mente può incominciare col dubbio e pensare: forse è indigestione, forse ho riposato poco... no! Perché questo avviene con o senza lo stomaco pieno, con o senza riposo... non è che con due ore di riposo si attenui: si attenua se tu ti sforzi d’entrare di nuovo in azione nel vecchio modo – nel vecchio modo ti vesti, parti, lavori... Allora questa ‘nuova’ vibrazione passa in secondo piano e appena ti fermi emerge... Lo senti molto bene alla ‘capoccia’ come offuscamento, alla gola come secchezza e lingua impaniata, al petto come pressione, ai visceri come contratture… e nel corpo spossatezza, forse dovuta alla mancanza di adattamento.

Da notare che il corpo, sotto, lo senti, mentre prima no... nel vecchio modo quasi non lo avvertivi; qui senti che il corpo c’è, come un piedistallo, come una base; e nel nuovo processo, nella nuova fase del meccanismo, sei come tagliato in due: la testa ovattata che ti impedisce e, sotto, il corpo... sei ‘mezzo mongolino’, ‘mezzo ebete’, soprattutto ‘mezzo impedito’, perché è proprio un’incapacità – senti che questa fase agisce sull’energia di vita, quindi trovi quest’incapacità dal punto di vista del movimento, dell’azione e soprattutto questa specie di "magnetizzazione", "energizzazione", come se uno attraversasse un campo magnetico... In realtà sei tu che lo produci – o per lo meno lo senti uscire da te –, oppure è il corpo che si apre a questa "magnetizzazione generale", universale... come si fa a saperlo? Il processo è ancora in corso e non sappiamo se è un’apertura – nel senso che quando si è molto incoscienti si è chiusi e queste cose non si avvertono; nel ‘sottile’ invece tu le vivi molto distintamente, ma non nascono lì per lì: sono da sempre autoesistenti in quel piano; allora, se ci apriamo, tutto viene visto diversamente e le cose assumono un altro significato. … Ma oggi si può solamente dire: c’è questa cosa – col dubbio che sia il corpo stesso a produrla, ma i Carnets di Satprem ci dicono che non è il corpo a produrla, è una cosa che esiste già di per sé, un qualcosa a cui ti apri; se l’esperienza si fa molto forte non riesci a proseguire il tuo lavoro: non riesci perché non stai su, e non è nemmeno lo spappolamento dovuto al sollevamento del tamas o dell’inerzia perché quelle in genere sono onde che passano; questo invece non passa, questo c’è sempre e soprattutto quando ti vuoi riposare; se ti sdrai supino, fermo, senza fare niente questo nuovo stato fisico c’è ancora di più… Appena ti alzi ce l’hai e ti addormenti così...: non ti addormenti più serenamente distendendoti nella calma... c’è questa cosa che tende ad essere fastidiosa al punto che non riesci nemmeno ad addormentarti perché non ci sei abituato... […] Tutto il nuovo viene vissuto dalla mente fisica come qualcosa di difficile o preoccupante… […] Qui è una difficoltà che in qualche maniera devi sormontare sapendo che è un adattamento fisico che occorre […], e devi prenderti del tempo affinché... (io lo chiamo corpo, comunque) la coscienza del corpo si abitui a quello e ad imparare a farci i conti tutti i giorni e tutte le notti... […]

Le avvisaglie di questo nuovo stato fisico le abbiamo, pare, già avute anni fa – i primi cenni: allora lo sopportavamo come fosse un disorientamento, stati di disorientamento e di panico, non capivi bene cosa ti succedeva; invece qui non c’è apprensione: è sparita perché il corpo, la coscienza del corpo ha imparato a starsene quieta, ad avere fiducia dopo tanti scombussolamenti – oggi riconosciuti come "aggiustamenti". Il dubbio ti porterebbe a vivere male perché naturalmente pensi ad un malessere, pensi ad un collasso, pensi a qualche problema fisico o a qualche problema emotivo, alla pressione, all’anemia... Invece questi spettri non ci sono, sei più sorretto da una fede che ti dice: no, no, no! questo è il processo che descrive Satprem e dice la Madre. La parola più giusta può essere: magnetizzazione, perché se tu passi in mezzo ai magneti della Coop, quando vai a pagare, se sei un minimo sensibile senti quella ‘cosina’ lì…: che sei in mezzo ad un campo elettro-magnetico. In questo caso, un campo magnetico c’è, e da sempre, ma non ci sono i poli opposti né i magneti: è questa energia che è fatta così; che cosa porterà lo impareremo e lo vedremo. Non si ferma né col sonno, né con il rilassamento... Solo l’azione di volontà – quasi volesse mandare via l’esperienza – può farla indietreggiare un po’, ma è stancante… Allora sì, sembra che si ritiri. A comando, se non la vuoi davvero, si ritira. Ma a volte s’impone al di là della tua stessa volontà e anche se ti metti a fare una doccia, o a correre, questa nuova cosa non ti va via, anzi ti aumenta e ti ‘frastuona’ sempre più... Quando ti fermi, stranamente, a volte diventa più pesante, massiccia e fastidiosa – non dico insopportabile perché si sopporta, ma certamente non è confortevole (ti innervosisci, ecc.); altre volte invece si placa e allora tu vivi per la prima volta una dimensione nuova, un nuovo "spazio-tempo", una distensione dove improvvisamente cessa il disagio, il malessere e la fatica e tu acquisisci una chiarezza (trattasi di luce)… – non tanto una leggerezza: una chiarezza, come se la visione si mettesse più a fuoco e si vedessero in modo più deciso i contorni, le cose, gli eventi... Le cose che prima non capivi e non riuscivi ad interpretare si mettono a fuoco più direttamente... e questo forse è il vantaggio che porta quando il processo sembra cessare per un poco. Allora, naturalmente, si vede che vale proprio la pena di sopportare fisicamente questa fase di magnetizzazione.
    […]
    Quindi possiamo provare, per fare un po’ il punto della situazione, a descrivere il fenomeno secondo i vari livelli: della mente, del cuore, del vitale e del fisico.

Nella mente, quando usi il pensiero, c’è questo ‘ovattamento’ piuttosto generale, questa ottusità che ti impedisce di essere chiaro, di essere rapido nel pensiero e nella ragione.

Se scendiamo di piano e andiamo nel centro espressivo della voce (gola), direi che l’aggettivo che lo caratterizza meglio al momento è lo ‘spastamento’: hai proprio poca voglia di parlare, non ti viene, fatichi a parlare anche su argomenti ‘importanti’, come se nulla fosse davvero utile e necessario; non c’è voglia di intervenire attraverso il potere della parola sulla materia, sulle situazioni, sulle circostanze per poter modificare qualcosa... forse la verità che si porta non è forte a sufficienza per essere espressa e quindi viene da tacere. Questo ‘spastamento’ ti impedisce di godere del rasa delle cose e non hai voglia di mangiare nulla… anche la cosa più deliziosa: ti nasce una sorta di rigetto perché non è in grado di ribaltare questo stato… Si sente la propria saliva di uno strano sapore... di ammalato, di convalescente.

Se andiamo più giù, al cuore, il sentimento va a fasi: se sta molto quieto e ha fiducia, in quella fase sa quasi che da qualche parte c’è un processo e quindi lo accetta e si sforza di sopportare e di tacere. Se però arriva a certe punte di malessere difficili da sopportare, allora la mente – probabilmente fisica – riesce ad infiltrarsi nel cuore, riesce a far sollevare l’ego e allora comincia il dubbio, l’agitazione, l’irrequietezza; si incomincia ad essere indisponenti verso tutto e tutti... […]. Il cuore […] si chiede come mai non si possa percorrere la strada senza attraversare per forza queste paludi di sconforto… e di malessere più che altro, perché ciò che viene da vivere, andando ancora più verso il plesso mesenterico, verso i nervi, l’essere nervoso, è proprio appunto l’incapacità... […] L’intero sistema vitale sembra cadere in una specie di catalessi.

Il sistema nervoso vive una sorta di febbre diversa dalle altre, ancora diversa...: una specie di fibrillazione molto sottile, "magnetica", appunto. Questo magnetismo lo mette in uno stato di ‘inquietudine che si diffonde in tutto l’essere nervoso e tende a renderlo esplosivo... […] comincia a... friggere… […] come mente sensoriale che coglie l’evento, non puoi che cogliere qualcosa di poco piacevole, nulla di trionfale o fantastico. Non è una cosa che ti s’infiltra e tu ne esci con la distensione e con il piacere nei nervi o col sorriso.

Il fisico, ancora più sotto quando lo vai ad analizzare, senti che è l’unico che, tutto sommato, se gli altri (mente, cuore, vitale ed essere nervoso) non gli pongono dei grossi limiti di sfiducia, di scoraggiamento o di scoramento (cuore), porta; lui è quello che se ne preoccupa meno. Non pensa di farcela né sente che può farcela: non si fa domande. Probabilmente attraverso i Carnets e l’Agenda il corpo ha acquisito quel minimo di fede che ti porta e ti sostiene comunque. Anche erroneamente interpretando, lui preferisce pensare che siamo di fronte al processo; se la pensa così ha la forza di sopportare, altrimenti non saprebbe davvero ‘che cappello mettersi in testa’ o ‘che pesci pigliare’… allora io vedo che il mio corpo (l’io fisico) fa questa scelta, probabilmente da furbo. L’Agenda ed i Carnets gli hanno fatto contattare la vibrazione che cerca... e con questo strano atto di fede (sarà solo il tempo a dimostrare se era fondata oppure no), lui si slancia in avanti, senza timore, accettando i nuovi ‘sconvolgimenti’, senza voltarsi indietro, senza ripensamenti.

Lo stato di magnetizzazione generale che si vive ultimamente è sostenuto da una specie di processo ondulatorio che si sente bene essere magnetico e non elettrico, perché l’elettricità che vediamo nella lampadina è qualcosa di molto intenso, mentre questo non è intenso: la caratteristica di questo processo è la rapidità – non è la stessa cosa: la cosa intensa è qualcosa che vibra ad una frequenza molto alta, invece questa vibrazione ha una frequenza molto rapida… […] che ti rimbambisce il cervello ovattandotelo, ti impasta la lingua ed i visceri… L’Ego, se è ancora molto forte e in primo piano, può protestare […] o cercare disperatamente di interrompere l’azione, perché naturalmente la sente poco piacevole, pericolosa o dannosa; a volte si fa talmente forte che può spaventare l’essere nervoso, da cui il panico ed il terrore.
    Bisogna stare calmi, molto calmi ed immobili. Sembra che l’immobilità affronti meglio il processo, ma c’è una sorta di verità profonda che suggerisce di no...: è presto, non è una cosa da viversi in poltrona e lasciare che il processo avanzi perché il corpo non è pronto e potrebbe non farcela. Occorre essere immobili nell’animo, non ancora nel fisico o corpo. Se ti metti fermo senti da qualche parte o presenti che il corpo non ce la fa: andrebbe in ebollizione, si romperebbe un equilibrio, potrebbe ammalarsi – quindi ben venga una passeggiata, camminare; diventa importante camminare... allora il processo si stempra... può infiltrarsi forse meglio nelle masse muscolari che sono mosse dalla volontà; probabilmente l’inerzia del corpo si oppone con maggiore forza nella stasi piuttosto che durante il movimento. Probabilmente quando c’è il movimento, il corpo è in grado di assorbire meglio e senza danni, soprattutto senza scompensi... perché il problema è lo squilibrio... […] Di sicuro si sente profondamente la voglia e la necessità della salute. Ecco, qui diventa fondamentale; il minimo comune denominatore è: "questo aiuta o non aiuta la salute". La salute deve diventare un concetto, un principio corporale, quasi da cartina tornasole […], come se il corpo diventasse una cosa molto preziosa... Questa salute in fin dei conti non è altro che equilibrio; l’equilibrio del corpo deve prevedere gli altri equilibri: non puoi avere un buon equilibrio del corpo ed avere il vitale a pezzi, i nervi a pezzi, la pancia in bocca, come si suole dire... Allora ci vuole certamente una padronanza dei moti vitali, un silenzio coltivato nella testa, un silenzio nel cuore, un’aspirazione semmai attenta e poi eccoci pronti a curare, appunto, l’equilibrio del corpo, la salute... la salute diventa importante. È questa che ti dà il ‘senso’ se è il caso di continuare nell’esperienza, accettarla, chiamarla, richiamarla quando non ce l’hai o se, viceversa, respingerla perché c’è qualcosa che non ‘tiene’... Occorre abbandonarsi… surrender... alla Forza. La Forza richiede il tuo contributo cosciente: non puoi dire "fai tu, fai tu"... Può fare attraverso di te, ma tu devi continuamente sperimentare, non ti puoi sottrarre dal fallimento del tentativo credendo di far bene, no?! Ma con questa acutezza e con questa preparazione sei pronto a cogliere il minimo sfasamento, per cui prima che lo squilibrio diventi effettivo hai tempo di cambiare strada e rotta. […]

Attraverso questo "processo di magnetizzazione" si può anche far caso che gli stimoli della natura esteriore, siano essi quelli verso il cibo, verso il sesso, verso il potere, verso i soldi, vengono proprio come tagliati fuori...: non solo non hai voglia di niente – ma niente davvero… Anche i nervi, la mente nervosa, lo stesso piacere, l’ingordigia, il sesso: tutte queste cose che hanno a che fare con la fame vengono in qualche maniera tagliate fuori; ci può essere il dispiacere di una parte dell’animo che naturalmente non ha più il sollazzo e il piacere delle cose nel vecchio modo... ma, un po’ come quando si è convalescenti, ti possono presentare il miglior piatto e tu lo rifiuti semplicemente perché è meglio non mangiarlo che mangiarlo. Ecco, allora, se non hai un grosso ego che si mette a piangere perché poverino non ha potuto assaporare quella delizia – è poi una ben piccola delizia – allora è chiaro che non hai dei grossi problemi, ma se l’ego è forte può contrastare il processo, può fare nascere l’irrequietezza nei nervi e dare vita ad un rifiuto egocentrico, egoistico del processo… e quindi lotta e ribellione... ci può essere davvero una sorta di lotta intestinale, uno squarcio di budella o uno strizzare di budella!
    ... Ma per persone che si misurano da anni, che più o meno sinceramente provano ad avanzare e far proprie queste cose, a fare propria l’Agenda ed i Carnets... Ecco che si vede proprio come tutto è organizzato: la "magnetizzazione" impedisce questo e impedisce l’altro... ma proprio perché te lo impedisce, diventa per te, per la forma egoistica, positivo... come se ti togliesse la possibilità d’inciampo, la possibilità del ‘piacerino’, per prepararti al vero piacere: ti toglie il gusto per poterti dare il rasa delle cose, l’Ananda, la Gioia; quindi bisogna saper restare piuttosto fermi e saldi e tutto questo si vede molto bene...!
    ... Dovrà nascere un’altra qualità, che non è tanto la Sincerità ma è... io la chiamo Onestà... alcuni dicono Purezza... esatto: la Purezza. Perché per essere puri certamente tutte queste cose di superficie – la volontà, il piacere e altre cose di superficie – devono naturalmente ritirarsi, non essere più accettate dall’essere... Però, prima di arrivare alla Purezza, c’è di mezzo sicuramente nell’animo l’Onestà: essere onesti, essere sinceri e onesti; se una cosa si avverte, si sente, si presente come ‘negativa’, va rifiutata! […]... e sicuramente questo processo di "magnetizza-zione" vi mette davanti a questa scelta – e in effetti diventa fondamentale scegliere, schierarsi, come dice il buon Satprem. […] Quindi se tu, nell’animo tuo, sei almeno onesto, sicuramente sceglierai bene e nel scegliere bene ti avvii verso la Purezza. Prima o poi la raggiungerai. Allora, dopo, tutto diviene puro, perché tutto in te diviene divino... cioè il Puro. Il Divino non è chiamato il Puro?

Aghni aggiunge alla fine:

In questa fase bisogna proprio "raccogliere i pezzi di cervello"…

AGHNI


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