Terre e Cieli dell'Aldilà

di AGHNI


Conoscenza integrale - 55°

IL POTERE TESTIMONE



Il Jiva ha nella natura individuale un potere che lo rappresenta; questo potere è il Purusha (Testimone) che sostiene la Prakriti (Natura): centralmente nello psichico, più strumentalmente nell'essere e natura della mente, del vitale e del fisico. Il Jiva presiede dall'alto tutta l'evoluzione così come lo Psichico la sostiene dall'intimo.

Lo Spirito è in noi: un Testimone o Purusha è presente su tutti i piani; vi è un Purusha mentale che guida la vita e il corpo, come dice l'Upanishad, un Purusha vitale, un Purusha fisico e un Purusha psichico che li sorregge e porta tutti. Si può dire che i Purusha sono delle proiezioni del Jiva poste a sostenere Prakriti (la Natura) ai vari livelli dell'Essere. Le Upanishads parlano anche di un Purusha sopramentale e di un Purusha di Beatitudine; se la Natura Sopramentale e la Natura di Beatitudine potessero organizzarsi nell'evoluzione sulla

Terra, potremmo divenire coscienti della loro azione di sostegno ai movimenti di quaggiù.

Se per i comuni scopi spirituali l'ascesa ai piani sopramentali non è indispensabile, lo diviene invece per lo scopo di questo yoga, che è quello di diventare coscienti di tutto il proprio essere e liberarlo, trasformarlo e unificarlo alla luce di una Coscienza-di-Verità che è in alto e non può essere raggiunta senza una totale interiorizzazione, trascendenza ed elevazione.

Il fenomeno duale Conoscenza-ignoranza fa della nostra coscienza di superficie una mistura di luce e di oscurità, un chiaro-scuro fra il pieno giorno della Verità supermentale (Natura suprema) e la notte dell'incoscienza materiale. Nel dominio cosciente della mente umana, l'ego diviene il punto di superficie dove può emergere la percezione dell'unità; a differenza dell'animale, l'uomo è cosciente delle proprie imperfezioni e limitazioni, noi sentiamo che al di là dello stato attuale c'è qualcosa da raggiungere: c'è qualcosa di più grande, d'infinito che ci chiama alla realizzazione di un Sé più alto, puro ed immortale.

Lo schema tenta di mostrare il contributo subcosciente alle forme di superficie e gli attributi, le qualità o le predisposizioni proprie del subliminale che risiedono nella mente interiore, nel vitale interiore e nel fisico interiore o sottile. Viene anche rappresentato il Jiva che presiede dall'alto e lo Psichico che sostiene dall'intimo.



(N.B.: Molte note di queste didascalie sono state ispirate, e a volte direttamente tratte dalla collana di libri: "Lettere sullo Yoga" e da "La Vita Divina" di Sri Aurobindo, a cui si rimanda il lettore per studi più approfonditi. (Questi libri possono essere richiesti presso la nostra sede).
Va ricordato inoltre che non è indispensabile formulare mentalmente tutti questi rapporti a se stessi: si può avere egualmente esperienza dei diversi stati o livelli di coscienza attraverso il proprio cuore, la mente interiore, il vitale interiore ed il fisico sottile e questo è sufficiente per progredire verso la realizzazione del Sé. Tuttavia, se attraverso questi studi la mente si chiarifica senza cadere in rigidità ed errori, le cose possono divenire più facili. Occorre salvaguardare la plasticità poiché si rischia di perderla con una formulazione intellettuale troppo sistematica; bisogna esaminare il problema senza attaccarsi alla soluzione perché niente di tutto ciò può essere realmente afferrato se non mediante la diretta esperienza spirituale.
Ed infine, non dimentichiamo mai che tutti questi schemi sono solo una INTERPRETAZIONE delle mille possibilità offerte dall'analisi mentale. Ognuno dovrebbe usufruire della propria interpretazione interiore affinché gli serva da trampolino di lancio per tuffarsi oltre la mente stessa, nell'oceano dell'infinita Verità e Felicità d'essere propria dello Spirito Supremo.



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